Il suo "Pluis" è un piccolo Aleph di borgesiana memoria, dove ogni vignetta diventa finestra su un universo parallelo: la profonda provincia statunitense convive con le corti vittoriane dell’Ottocento; le suggestioni catodiche si intrecciano con i grandi poeti italiani del Novecento; la pittura preromantica inglese dialoga con lo scrimshaw dei balenieri americani — e così via, in un caleidoscopio di rimandi, citazioni e visioni che vi invitiamo a scoprire.
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